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Il Segretario della CGIL Susanna Camusso, presente obtorto collo alla manifstazione del 28 u.s., ha "scherzato" e sorridendo, probabilmente a denti stretti, ha detto al Segretario della FIOM Maurizio Landini, "Papa Giovanni te lo potevi risparmiare".

Ma a quale proposito il Segretario della FIOM aveva citato Papa Giovanni XXIII?

Maurizio Landini, al termine di un discorso durato circa 45 minuti, ha ricordato come il Papa Buono abbia detto: "quando incontri un vinadante, non chiedere come si chiama o cosa faccia, ma chiedigli dove vada e se la direzione è la stessa, unisciti e cammina insieme a lui".

Con questa sola frase il Segretario della FIOM ha saputo mirabilmente riassumere lo spirito sincero dell'iniziativa (FIOM) che mira a costituire una "coalizione sociale" capace di essere "inclusiva", come anticipato in un precedente incontro, e non esclusiva.

E' scontato il fastidio che possa aver provato, davanti ad una tale efficace sintesi, chiunque abbia partecipato con malcelate riserve mentali o, specularmente, chi si sia astenuto con la supponenza settaria propria di molti "oppositori" di mestiere.

La costituzione di un nuovo soggetto adeguato a rappresentare politicamente (nel significato originale e nobile del termine) gli interessi delle masse di lavoratori, disoccupati e cittadini prive, finora, di efficace tutela disturba, infatti, oltre alla controparte, anche settori dei sindacati molto attenti alle prorpie carriere ed ai personali interessi, nonché una schiera di soggetti (meritevoli di stima per l'impegno da sempre profuso) che, purtroppo, hanno smarrito nel tempo la visione dell'obiettivo da raggiungere confondendo, troppo spesso, con esso i mezzi approntati per conseguirlo.

Una proposta che miri ad instaurare il dialogo fra diverse componenti e sensibilità della Società e la collaborazione nel perseguire scopi condivisi, infatti, anche qualora non sia accompagnata dalla richiesta di abbandonare le proprie identità faticosamente costruite, non può che creare disagio in coloro che hanno faticato a ritagliarsi il ruolo illusorio ed autoreferenziale, spesso anche attraverso aspri conflitti intestini, di unici soggetti legittimati a rappresentare l'"opposizione". Proprio il continuo clima di esasperato confronto con altri soggetti sindacali "concorrenti", poi, ha probabilmente favorito un certo allontanamento dai problemi concreti delle persone. Lo stesso Landini ha riconosciuto dal palco, che una percentuale inferiore al 50% dei lavoratori è iscritta ai sindacati (se andassimo a misurare la partecipazione dei cittadini ai partiti politici, aggiungo io, rileveremmo probabilmente percentuali da prefisso telefonico ed il fatto non consola).

A tale proposito, ritengo importante che le forze sindacali offrano un'opportunità di unità di interessi e "lotta" comune e non che si propongano come i "risolutori" di problemi (soprattutto individuali).

Desolante, opposta e speculare all'atteggiamento tenuto finora dalla Camusso è stata l'assenza, al fianco dei metalmeccanici della FIOM, delle numerose Organizzazioni e Confederazioni Sindacali di Base attive nel nostro Paese. Immagino, si siano trincerate dietro il comodo ed improduttivo alibi dei rischi di strumentalizzazione (senz'altro presenti) da parte della CGIL.

Diversamente e fortunatamente, non sono mancati i contributi e le adesioni di Stefano Rodotà, di Gustavo Zagrebelski (LIbertà e Giustizia), di Gino Strada (Emergency) e di tanti altri che hanno compreso l'urgenza e la concretezza dell'iniziativa.

Il prof. Rodotà, in particolare, ha ricordato oltre alla centralità del lavoro ed alla rilevanza della tutela della dignità dei lavoratori nella nostra Democrazia, l'importanza di sottoscrivere alcune proposte di legge di iniziativa popolare per il pieno riconoscimento e per la difesa dei Beni Comuni che giacciono presso le Camere, pur senza astenersi dal precisare che, fino a quando non verranno modificati i regolamenti parlamentari, qualsiasi proposta promossa dai cittadini sarà destinata a restare una mera petizione di principio (in quanto non sarà mai posta in discussione).

Ci sono occasioni, comunque, nelle quali è necessario superare vecchi rancori ed incomprensioni e provare a verificare, con genuina disponibilità l'onestà di un impegno. L'integralismo ostinato ha rappresentato, per troppo tempo, il contraltare drammatico di uno scellerato opportunismo che ha prodotto il disperdersi di prezione energie sociali e sindacali che ha condotto all'odierna situazione.

Landini e la FIOM hanno operato una scelta difficile, intelligente e coraggiosa come dimostra l'isolamento nel quale hanno cercato, da più fronti, di precipitarli. Il tentativo credo che meriti approfondimento e partecipiazione. A nessuno è stato chiesto di rinunicare alla propria identità, ma a tutti viene proposto di contribuire e paertecipare. Non perdiamo un'opportunità che potrebbe rivelarsi presto irripetibile. Le condizioni in cui versano attualmente i lavoratori (soprattutto precari) ed i disoccupati, sebbene possa sembrare impossibile, potrebbero rapidamente aggraversi. Sarebbe un grave errore, peraltro, non approfittare dell'affermazione di movimenti popolari in alcuni Paesi europei e dell'illuminato Pontificato attuale. C'é la concreta possibilità, inoltre, di riuscire a promuovere un soggetto di carattere continentale e la denominazione "UNIONS" è indice di una reale volontà di rifondare un movimento sociale ripartendo dalle origini. Adoperiamoci affinché siano rimossi i "frutti avvelenati" e siano interrati i semi di una rigogliosa, robusta nuova pianta.

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